There and Back Again

Lo Hobbit o la riconquista del tesoro è il romanzo che racconta l’antefatto dell’ormai famosissimo Signore degli Anelli, scritto da J.R.R. Tolkien pubblicato la prima volta nel 1937, ben 17 anni prima della trilogia. Ora, dopo il successo mondiale della trasposizione cinematografica della trilogia, Peter Jackson sta lavorando ad una nuova fatica: due film, probabilmente in uscita nel dicembre 2012 e 2013, attualmente in lavorazione in Nuova Zelanda.
Sul sito ufficiale, dopo aver centellinato i nomi del cast protagonista, è stata inserita l’immagine della nuova “compagnia”: i tredici nani che accompagneranno il recalcitrante Bilbo nella sua avventura, fotografati da James Fisher.

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Dazeroadieci

Con i voti cominciano appena nasci. Se vieni fuori con tutti i pezzi a posto, se piangi abbastanza forte e se sei sopra i 4 kg ti puoi beccare persino un 10, altrimenti giù a scalare. Se sei precoce, se sei uno di quelli che iniziano a camminare e chiamare mamma prima dei dieci mesi ti possono dare anche un 9 – 9 e mezzo, altrimenti anche li si scende.
Inutile dire che appena cresci e vai all’asilo…beh, lì si fa sul serio e i voti cominciano a fioccare. A scuola, ovviamente, devi fare i conti con l’esplosione, la compilation, il festival dei voti! Forse però il peggio deve ancora venire, perché poi ti aspettano per darti il voto per le ragazze con cui esci, per la macchina che hai, per la casa in cui vivi, per il lavoro che fai.
Siamo qui per prendere e dare voti: non c’è niente di male, se non c’è niente di male a smettere di fare ciò che vuoi, per fare solo quello che ti fa avere buoni voti.
Da zero a dieci ho un presente da.. 6 meno meno. Ho un appartamento di 85 metri quadri, cabina doccia con bagno turco, letto giapponese. Ho un’ulcera e un’esofagite da 8 e mezzo.
Anche il mio passato remoto è da 8 e mezzo, quello più recente da 6. Ho avuto un fratello che qui in paese era un mito, se n’è andato qualche anno fa. Si chiamava Ivan, ma nessuno lo chiamava così. Da più di 20 anni ho 3 amici che, se volete, ve li regalo tutti, anzi se li portate via ci metto anche un Motorola e il calendario con la Ferilli. Ho una moglie, Fabiana, una che ha mooooolta pazienza. Ho un furgone del ’82, ci vado a fare le serate di blues col mio gruppo (sempre più raramente). Ho una carta d’identità che ogni tanto consulto. Beati voi, se sapete sempre chi cazzo siete. Ho anche altra roba, ma sta a vedere che adesso vi faccio il mio settequaranta.
Ho un futuro da 9 o da 4. Dipende da come mi alzo.

Io sono leggenda

Image Hosted by ImageShack.usNew York, 2009.
Si diffonde sulla Terra un virus, modificazione genetica della sperimentazione in corso per trovare una cura al cancro. Il novantacinque percento della popolazione mondiale viene infettato e muore, del restante cinque percento solo l’uno è immune, i rimanenti si sono mutati in esseri violenti che la notte danno la caccia ai superstiti.
New York, 2012.
Il dottor Robert Neville è l’unico superstite sano della città, a parte la sua compagna Sam, il pastore tedesco della figlia. Nonostante la desolazione della città Neville continua a sperimentare una cura al virus nel laboratorio che si è costruito dentro casa, sforzandosi di mantenere una routine regolare: la colazione di fronte ai notiziari tv, ovviamente registrati; la visita alla videoteca; il passaggio al porto, dove spera di incontrare, a mezzogiorno, qualcuno che abbia raccolto il suo messaggio inviato nell’etere. Un giorno qualcosa interrompe la regolare quotidianità che il dottore si è creato: una cavia infetta sembra reagire positivamente alle cure. Non resta che trovare un soggetto umano su cui sperimentare.

“Mi chiamo Robert Neville, sono un sopravvissuto che vive a New York. Sto trasmettendo su tutte le frequenze in onde medie. Sarò al porto di South Street tutti i giorni a mezzogiorno, quando il sole è più alto nel cielo. Se ci siete, se c’è qualcuno da qualche parte, posso offrire cibo, posso offrire riparo, posso offrire protezione. Se c’è qualcuno, chiunque sia, ti prego, non sei solo”.  

“(Bob Marley) aveva un idea tutta sua: un’idea che potremmo quasi definire da virologo. Lui pensava che si potessero curare il razzismo e l’odio, letteralmente curare tramite delle iniezioni di musica e amore nella vita delle persone. Un giorno doveva suonare a una manifestazione per la pace. Degli uomini sono andati a casa sua e gli hanno sparato addosso. Due giorni dopo lui è salito sul quel palco, e ha cantato. Qualcuno gli ha chiesto perchè, e lui ha detto: “Perchè le persone che cercano di far diventare peggiore questo giorno non si concedono un giorno libero. Come potrei farlo io?”

ILLUMINA L’ OSCURITA’!

Il film è tratto dal romanzo, scritto nel 1954, Io sono leggenda di Richard Matheson.

Fratello, dove sei?

America, Mississippi, anni Trenta, anni della grande depressione.
Everett, Delmar e Pete sono tre galeotti, condannati ai lavori forzati per reati di poco conto, che decidono di evadere alla ricerca di un bottino, nascosto nei pressi di una diga, che ammonterebbe a 1,2 milioni di dollari. Il primo, furbo e dalla parlantina sciolta, nasconde ai due compagni, più sempliciotti e creduloni, il fine reale del loro viaggio.
Durante la loro fuga attraverso l’America rurale i tre affrontano una serie di peripezie e incontrano personaggi della più varia umanità, sempre inseguiti dall’implacabile sceriffo e dalle sue guardie.
La pellicola è ispirata all’
Odissea di Omero, alla quale omaggia attraverso una serie di citazioni.


La donna è il più crudele strumento di tortura mai inventato per tormentare la vita dell’uomo (Everett)