A scuola di fotgrafia – 4

I componenti fondamentali della macchina fotografica reflex sono l’otturatore ed il diaframma.

Image Hosted by ImageShack.usL’otturatore controlla il tempo di apertura dell’obiettivo (“tempo di posa”), nelle reflex non automatiche, esponendo così la pellicola alla luce. Il tempo di posa si esprime con un numero o con un rapporto (8 4 2 1 1/2 1/4 1/8 1/15 1/30 1/60 1/125 1/250 1/500 1/1000 1/2000 1/4000), che indica nel primo caso i secondi, nel secondo le frazioni di secondo, durante i quali l’otturatore rimane aperto: più aumenta il rapporto più è veloce lo scatto d’apertura dell’obiettivo.
Il tempo “medio” è 1/125, che generalmente garantisce la realizzazione di una foto non “mossa”.
Più si velocizza il tempo, più sarà possibile congelare il movimento; rallentandolo si possono ottenere degli effetti come il “mosso creativo”.
Nelle macchine automatiche, questo processo è, appunto, tale.
Il rapporto tra il tempo di otturazione e la quantità di luce che arriva al supporto sensibile sono direttamente proporzionali.
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Il diaframma è un foro che permette alla luce di entrare nella macchina attraverso l’obiettivo; la sua apertura ne controlla e ne regola la quantità. A piena apertura il diaframma lascia passare più luce, e viceversa. Il rischio di un diaframma troppo chiuso è di realizzare una foto scura, al contrario il rischio di un diaframma troppo aperto è una foto troppo chiara o, addirittura bruciata.
Il diaframma serve anche a regolare la profondità di campo: con il diaframma a piena apertura essa viene (relativamente) limitata; mentre diminuendo progressivamente l’apertura si ottiene una maggiore nitidezza anche in profondità. Il diaframma lavora in base ad un rapporto inversamente proporzionale: più il denominatore aumenta(/1 /1,4 /2 /2,8 /4 /5,6 /8 /11 /16 /22 /32 /45 /64), più il foro si restringe, meno luce entra.

A scuola di fotografia – 3

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Le reflex (abbreviazione di Single Lens Reflex) sono le macchine a pellicola, che possono leggere a colori o in bianco e nero.
Sono molto più versatili del banco ottico e delle macchine biottiche, e garantiscono allo stesso modo una buona qualità.
Hanno un sistema di mira composto da uno specchio ruotato di 45° rispetto all’obiettivo e da un pentaprisma, che permette di visualizzare l’immagine dritta.

A scuola di fotografia – 1

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Il banco ottico è l’antenato della moderna macchina fotografica, ma è usato ancora oggi dai professionisti del settore.
La struttura ha nel centro un soffietto, di un materiale che impedisce l’infiltrazione della luce, che permette una resa ancora migliore del grandangolo nelle foto dal basso, dal momento che si può piegare, inoltre ottimizza la messa a fuoco, proprio perché basculante.
Il soffietto collega la standarta anteriore a quella posteriore. La prima sostiene una piastra, chiamata portaottica, all’interno della quale viene applicato l’obiettivo. La seconda ingloba un vetro smerigliato (che ha la funzione di mettere a fuoco) e la lastra fotografica. Il banco ottico permette di impressionare pellicole di grandissime dimensioni (13×18, 20×25 o superiori), producendo immagine di altissima qualità adatte, ad esempio, all’architettura, ma è un macchinario grande e scomodo.