La mossa dell’alfiere

la mossa dell'alfiere

Dino, apprendista di Leonardo da Vinci presso il castello degli Sforza a Milano, si trova suo malgrado coinvolto in un omicidio. Il Maestro, incaricato da Ludovico il Moro di scoprire l’assassino quanto prima, lo rende partecipe delle indagini, stimolando le sue capacità d’osservazione e ragionamento, ma anche la forza d’animo e il coraggio.

Come ogni eroe ha il suo discepolo, così anche Leonardo, detective per l’occasione, in questo romanzo ha un assistente, il vero protagonista della vicenda. Dino apprende, suggerisce in modo arguto, ma nasconde anche un segreto, ignoto (ma anche no) al suo stesso mentore.

La vicenda si sviluppa come un classico giallo deduttivo, senza tralasciare alcune situazioni d’azione e soffermandosi lievemente sul periodo storico e sulle abitudini della bottega d’arte: sullo sfondo (forse un po’ troppo in fondo…)  la Milano rinascimentale di Ludovico il Moro e il laboratorio di Leonardo.

La narrazione è scorrevole e veloce, l’intreccio ben costruito e il racconto piacevole, anche se talmente lineare da far desiderare qualche colpo di scena in più. I personaggi principali sono caratterizzati in maniera interessante, anche se Leonardo in alcuni momenti sembra un po’ stereotipato.

Nel complesso una lettura godibile e senza pretese.

Diane A.S. Stuckart, “La mossa dell’alfiere. Leonardo da Vinci indaga”

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