Otto ottobre ore otto

Questa sera, dalle 20, il cielo offrirà uno spettacolo tanto raro quanto splendente: là dove il cielo sarà terso si potrà osservare una pioggia di stelle, le Draconidi, chiamate così perchè il punto di partenza delle scie sembra collocato nella testa della costellazione del Drago, una delle più grandi della volta celeste.
 
Il Draco era già stata individuata da Tolomeo, un astronomo ellenista vissuto in Grecia tra il 100 ed il 175, ed è compresa nel novero delle costellazioni moderne.
Come gran parte delle costellazioni, anche questa è legata ad un mito greco antico: Dragone era il custode del giardino delle Esperidi, ninfe che vivevano in un meraviglioso giardino oltre i confini delle terre abitate, col compito di custodire un albero che produceva mele d’oro, donato per le loro nozze a Zeus ed Era dalla madre del primo. Per evitare che ninfe fossero tentate dal mangiare loro stesse i pomi d’doro, Era aveva posto a guardia dell’albero Ladone, un drago dalle cento teste, avvolto al tronco. Il mito racconta che Ercole, in una delle sue dodici fatiche, dovesse rubare i frutti dell’albero: uccise così  Ladone, che però Era trasmutò in una costellazione perchè il ricordo del suo fedele operato rimanesse eterno.
Il gruppo di testa della costellazione, da cui partirà la pioggia di stelle cadenti prevista per questa sera, è formato da 4 stelle: Rabastan, Eltanin, Ny e Xi.
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