Anacronistica-mente

Generalmente non temo la tecnologia, anzi: la utilizzo, ritengo che possa agevolare comportamenti e azioni, credo possa semplificare molti processi oggi lunghi, penso possa ottimizzare alcuni tempi e rendere la vita più facile.
Ma proprio non riesco a digerire l’e-book. Certo: quanto è più comodo da trasportare? Quanto spazio si risparmia in soggiorno? Quanto è più facile da acquistare e (magari) più economico? Quanti alberi ringraziano per questa invenzione? Vuoi mettere la possibilità di accedere ad una potenzialmente infinita biblioteca virtuale?
Ma io amo la carta: il profumo di un libro appena stampato, che punge le narici. Io amo toccare la copertina, girare le pagine, tastare la consistenza, scorrere i caratteri di stampa sotto i polpastrelli. Guardare il libro che si piega e (de)forma a seconda del comodino-borsa-divano-cuscino dov’è riposto. Amo le orecchie, le sottolineature, le vecchie cartoline e i bigliettini dimenticati tra le pagine, le vecchie edizioni che perdono le pagine, l’ingiallirsi dei fogli.
Non so se potrei mai rinunciare a tutto questo.
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