la febbre

Dietro la casa c’è un orto. In fondo all’orto ci sono due alberi di prugne, nodosi e solidi come lui. Lui, seduto vicino a me, mi guarda paziente e dolce, poi mi indica, dei due, il prugno più vecchio e robusto: i suoi rami si stagliano alti, fin sopra il tetto del vecchio capanno lì vicino.

<<La leghiamo lì, la febbre,>> dice. E io ci credo.

<<La lego io, stretta stretta, e non scapperà più>>

Seduta, sul divano sotto la finestra, guardo fuori: non ho neanche un momento di perplessità, so che se lui lo dice è vero, so che la febbre non tornerà più, perché lui non mi mentirebbe mai, perché lui si prende cura di me, come se fossi la cosa più preziosa che ha.

Mi appoggio un po’ al suo braccio, sono abbastanza vicino per sentire il suo odore: punge, sa di legna e di terra. So che si legherà addosso la mia febbre e la porterà lontano solo per farmi stare meglio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...