Una specie di storia d’amore

Lo spettacolo si sviluppa in due atti unici, che ritraggono ognuno una coppia singolare. 
Miller1_foto_DorkinIl primo atto, Una specie di storia d’amore, ha come protagonisti un investigatore privato di provincia ed una prostituta che, unica, ha il potere di scagionare un presunto omicida. La donna, però, è fortemente disturbata ed ogni volta che sta per rivelare la verità sugli eventi cade preda di crisi di nervi, che le provocano continue amnesie e disturbi da personalità multiple. L’uomo è combattuto tra amore e distacco, fiducia e sconforto. Oltre al legame professionale, tra i due c’è anche una forte attrazione, sentimentale e sensuale. S’insinua forte il dubbio che lei finga di essere a conoscenza dei fatti per tener legato a sé il detective e, d’altro lato, che lui s’illuda che lei abbia la chiave del mistero per non perderla.
La scenografia rievoca le atmosfere cinematografiche dei film noir hollywoodiani degli anni Quaranta: un’essenziale camera d’albergo, la penombra che penetra da un’insegna esterna.
Il secondo atto, “Non mi ricordo più niente” ha come protagonisti due anziani, amici Miller_2_foto_Dorkinda tutta la vita, che si incontrano quotidianamente e condividono ricordi, rimorsi e certezze. La sclerosi che li affligge dà vita a divertenti dialoghi e teneri litigi, li illumina su avvenimenti del passato e su verità che prima non erano in grado di comprendere.
 
Arthur Miller al Teatro Out Off di Milano
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